
Compare sulla seconda edizione di Passiti d’Italia, la guida di Cucina&Vini editrice interamente dedicata ai vini passiti secchi e dolci della produzione nazionale, il nostro
Vin Santo del Chianti DOC Villa Petriolo annata 2002: Malvasia bianca 60%, Trebbiano toscano 40%, coltivati nella Vigna dell'Uccelliera, il cui impianto risale agli anni Settanta/Ottanta.
Vino importante, "da meditazione", se abbinato si consiglia di provarlo, piuttosto fresco, su crostini di fegatini toscani e formaggi erborinati.
La guida - spiega il curatore, Francesco D’Agostino - si occupa di un genere di vini assolutamente trasversale perché comprende secchi e dolci, bianchi e rossi, essenzialmente vini fermi, solo qualche volta spumanti. I vini da uve appassite rappresentano una reale ricchezza per l’Italia, un privilegio che non è mai stato usato in modo idoneo per sottolineare la diversità stessa della nostra terra. Ragionando con una logica locale o nazionale, - prosegue D’Agostino - nel caso di quelli dolci è ormai diffusa una certa consapevolezza nei consumatori circa la qualità dei prodotti e le possibilità di abbinamento, mentre per quelli secchi, di cui siamo gli unici produttori, si può parlare di boom, specialmente nel caso dell’Amarone; un’espansione che ha scavalcato i confini nazionali e che è saldamente una voce importante dell’eccellenze del made in Italy agroalimentare”.
Passiti d’Italia 2009 racconta 83 vini secchi e 348 dolci, selezionati in più di 1.100 assaggi
Molte grazie al panel di degustatori di Passiti d’Italia 2009!
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